Paul Pogba chiacchiera con Moise Kean di razzismo

La Juventus, secondo quanto riportano i giornali bianconeri, si sta impegnano per il rientro di Paul Pogba. Il calciomercato segue strategie e obiettivi sicuri, il campionato invece è stato stravolto dalla vittoria del Napoli nel ricorso al Coni per la partita mancata del 4 ottobre 2020.

 

La squadra partonopea per motivi legati al Covid non è potuta partire dalla regione, invece la Juventus era rimasta in campo e a tavolino le erano stati assegnati tre punti. Adesso, il giudice ha stabilito di togliere questi punti e far giocare la partita Juve Napoli al posto di Coppa Italia il 19 gennaio. Pronostici, formazioni e curiosità le potete scoprire su Top Scommesse.

 

Il ricordo di Paul Pogba dell’Italia con un documentario della Uefa

La Uefa ha prodotto un documentario dal titolo Outraged che significa indignato. Si tratta di una campagna di sensibilizzazione contro il razzismo dove i giocatori colpiti e vittime raccontano la loro esperienza.

Paul Pogba di origini guineane ma di cittadinanza francese ha parlato con l’attaccante Moise Kean. Il primo racconto nell’intervista fatta e leggibile su tuttojuve, riporta il primo episodio grave che è rimasto per molto tempo nella cronaca.

“È brutto – racconta Pogba – in un campo da calcio essere insultati per il colore della pelle. Era una partita fuoi casa contro il Cagliari e sentivamo gli ‘Ooo, Ooo, Ooo’ che in Italia vuol dire ‘Scimmia’. M sono detto che avrei dovuto fare qualcosa in quella partita.”

In campo, il giocatore ha risposto con un gol. “Arriva un cross di Bentancur – racconta- e faccio gol. Sono andato sotto la Curva del Cagliari e ho aperto le braccia, come a dire ‘Io sono così, sono nero, e sono quello che sono'”

Le offese avvenivano anche sui social, le scritte continue erano “scimmia”, “Non esiste un nero italiano”, “Non fai parte di questo paese”. Ma Pogba ha risposto “Invece io sono nato in Italia, mi sento Moise, un ragazzo di colore che non è diverso dagli altri”.

Outraged, come la Uefa ha trattato il tema del razzismo

Outraged vuol dire Indignato – Il Calcio affonta la discriminazione, così è anche il titolo completo del documentario pubblicato su uefa.tv dove viene affrontato il tema del razzismo a 360 gradi, affrontando anche il tema dell’omofobia o della discriminazione sessuale.

Sono state intervistate anche le calciatrici, questo l’elenco di persone che hanno partecipato lasciando la loro testimonianza:Paul Pogba, Moise Kean, Dejan Lovren, Nadia Nadim, Shanice van de Sanden e Guram Kashia, Megan Rapinoe, José Mourinho, Ruud Gullit, Olivier Giroud, Tyrone Mings, Kalidou Koulibaly e Pernille Harder.

La discriminazione, l’omofobia, il sessismo non sono solo forme di emarginazione purtroppo stimolano anche comportamenti molto violenti, nello stadio tutto ciò spesso diventa collettivo sotto gli occhi di tutti e non è un bell esempio per adolescenti, bambini e studenti, nelle scuole si sta combattendo il bullismo e il calcio deve portare anche un messaggio di rispetto e reciprocità, onestà e valore umano per l’avversario.

Un problema sociale, di educazione ma anche di sicurezza

I fenomeni di razzismo in campo sono aumentati, hanno colpito molto il calcio femminile, si è sempre parlato pochissimo dell’omosessualità, maschile o femminile, presente nel calcio e nello sport, quasi che fosse un tema inesistente, un tabù o un qualcosa di mai sentito parlare. Pogda ha reagito andando contro gli spalti dei tifosi “maleducati” ma le reazioni sono diverse, c’è chi tira dritto, chi si arrabbia con chi non reagisce, chi teme una reazione violenta. Insomma, la Uefa tocca un problema di educazione, sociale ma anche di sicurezza in molti casi.

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